Il Quartiere San Pellegrino a Viterbo – Viterbo da non perdere!

Il Quartiere San Pellegrino a Viterbo – Viterbo da non perdere!

Il Quartiere San Pellegrino a Viterbo è un esempio raro dell’arte edilizia ed urbanistica medioevale, con caratteristiche prettamente locali, sopravvissuto dal XIII secolo fino ad oggi. La contrada è attraversata dalla via principale di San Pellegrino che sfocia in piazze e piazzette assolate ed ha delle traverse strette e tortuose. Lungo la via lastricata di lastroni di pietra lavica, ci si perde tra tante meraviglie: le case con la scalinata esterna chiamata “profferlo”, le altissime torri, le case a ponte, archi, cortili interni e botteghe. Il fulcro della contrada è la piazza degli Alessandri, dove si trovano il palazzo di questa famiglia di parte guelfa con altre sue case e la chiesa di San Pellegrino.

 

Le case con la scalinata esterna chiamata localmente “profferlo”, – dal latino “proferulum” posto davanti -, sono abbastanza basse, hanno di solito un piano oppure due. La scalinata costeggia la facciata sulla via pubblica e conduce al primo piano, dove c’era l’ingresso della casa, finendo, in un balcone. Sotto il balcone c’è un grande arco. Sotto l’arco si trova un vano sotterraneo, scavato nel tenero tufo con l’accesso da fuori. Il profferlo permetteva di risparmiare spazio, stretto nelle città medioevali, aveva inoltre un’importante funzione di difesa. Un’altra particolarità della casa medioevale viterbese è veniva costruita senza fondamenta, sul vano sotterraneo. I costruttori assicurarono la stabilità dell’edificio con delle volte esterne e con degli archi interni costruiti lungo le pareti del sotterraneo. Quest’ambiente, sostanzialmente uno scantinato, che poteva avere funzioni varie, delle volte si allarga in sotterranei di notevoli dimensioni, comunicante anche con delle lunghe gallerie, che fungevano da vie di fuga.

Le torri di Viterbo, gli status symbol dell’epoca, erano abitate, appartenevano alle case delle famiglie nobili o denarose e permettevano all’abitazione di trasformarsi in fortezza ben munita. L’altezza delle torri veniva regolata dal Comune.

Le case a ponte sono delle abitazioni costruite su archi che passando sopra la via, creano una successione infinita di sottopassaggi di grande suggestione. Le case a ponte collegano gli edifici posti sui due lati della via, assicurandone anche la stabilità.

Alcune case hanno dei cortili interni, chiamati localmente richiastri che ora sono visibili dalla via attraverso dei cancelli in ferro battuto, nel medioevo invece erano separati dalla via con un muro. In piazza degli Alessandri la costruzione più importante è il palazzo che porta il nome dell’omonima famiglia, un gioiello architettonico costruito, come tutti gli edifici della contrada, in stile romanico, con soluzioni originali.

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